Arte · Design · Storia · Persone · Human Technology

Policy sull’IA · Rete · Contatti

dIAtribe

MEMORIA

L’antico Foro romano incontra il contemporaneo: la mostra “Post Classici”

Ci troviamo a Roma, al Foro Romano e al Palatino. Questi luoghi, traghettatori della cultura antica fino ai giorni nostri, ospiteranno fino al 29 settembre la mostra “Post Classici”, dedicata al rapporto tra arte contemporanea e antichita’.

24 aprile 2013

3 min di lettura

Dall’archivio. Pubblicato su diatribe.info il 24 aprile 2013, nella prima serie della testata. Il testo è riproposto senza modifiche a partire dalla copia dell’Internet Archive; alcune immagini e alcuni contenuti incorporati dell’epoca non sono sopravvissuti. Vedi la pagina originale.

Ci troviamo a Roma, al Foro Romano e al Palatino. Questi luoghi, traghettatori della cultura antica fino ai giorni nostri, ospiteranno fino al 29 settembre la mostra “Post Classici”, dedicata al rapporto tra arte contemporanea e antichita’.
Sono stati scelti 17 artisti che, ispirati dal luogo e dalla cultura antica che e’ insita dentro di loro e dentro tutti noi, hanno creato opere in dialogo con la classicita’.
Il filo conduttore, scelto dal curatore Vincenzo Trione, parte dall’arte povera e , passando per la transavanguardia giunge fino alle ultime tendenze. Il termine filo conduttore non e’ casuale: il luogo ci conduce alla scoperta di ciascun opera, che e’ perfettamente inserita nel contesto, senza prepotenze e con naturalezza, in un dialogo che non distingue i due mondi, ma gli permette di comunicare, di sentirsi parte di un progetto comune.
E’ la prima volta che il Foro ospita arte contemporanea: le opere si trovano in vari luoghi, che permettono di apprezzare le rovine ed essere travolti dalla loro fascinazione. Sono esposte al Tempio di Romolo, al Tempio di Venere e Roma, allo Stadio, allaVigna Barberini, sul Palatino e nel criptoportico neroniano.

Nel titolo della mostra “Post Classici” riecheggia quasi la volonta’ di creare un movimento, all’interno dell’arte contemporanea, che e’ cosi’ variegata e -apparentemente- priva di direzione. E’ questa una traiettoria privilegiata, lontana dal linguaggio globalizzato.
Non casuale il sottotitolo “la ripresa dell’antico nell’arte contemporanea italiana”: questo accade infatti solo nell’arte contemporanea italiana, che sente il peso e la fascinazione dell’arte classica. E si confronta con essa. È una necessità, un luogo a cui tendere. E a cui ritornare.

Tra gli artisti partecipano Pistoletto, Beecroft, Paladino, Botta, Kounellis e molti altri, tutti con caratteristiche diverse, filtrate attraverso la propria visione, ma accomunati da temi precisi, corsie preferenziali.
Invevitabile cogliere, passeggiando per il Foro, come la memoria giochi un ruolo fondamentale. L’arte contemporanea infatti e’ carente, carente nel senso che manca di memoria, e realizza spesso opere che mancano di radici.
Queste opere sono filtrate dalla memoria, che serve a ricongiungerci con cio’ che non esiste piu’.
Con “Post Classici” si vuole dimostrare che la matrice d’avanguardia presente in ciascun artista di arte contemporanea ha radici ben radicate anche nell’antichita’, creando un rapporto che non e’ citazione, bensi’ tensione dialettica. Le opere dei 17 artisti sono sospese tra distanza e amore per l’antichita’.


L’opera di Kounellis ci fa comprendere come il tema della rovina sia trattato con rispetto e acuta osservazione. Passeggiando, la sua opera non si nota quasi: si confonde con i resti archeologici di colonne antiche, mostrati con una funzione espositiva. In realta’ la sua “Sala dei Capitelli” e’ un’operazione di rispetto dentro al sito archeologico: tramite le rovine crea, riformandole, una nuova opera. Non si dimentica il contesto, lo si permea dandogli nuova forma.
Chissa’: “Post Classici” porterà gli archeologi a dialogare con il contemproaneo? E lo stesso avverra’ coi contemporanei nei confronti degli archeologi? Questa é la scommessa su cui punta la mostra.

Oltre al luogo fisico, la mostra ha due appendici: il progetto “Analogie” di Doppio Zero, dove esperti o letterati racconteranno suggestioni che partono da queste opere e un sito (www.postclassici.it) che racconta la fase preparatoria della mostra.

Clicca qui o sulle foto per vedere la gallery.

Uso dell’intelligenza artificiale. Ogni dato, citazione e riferimento pubblicato è verificato su fonte primaria da una persona, che ne risponde. Il modello non è mai la fonte. Quando l’IA ha avuto un ruolo sostanziale, è dichiarato in calce al pezzo. Policy sull’IA.

Altre letture

Newsletter

Una lettera, tre segmenti di interesse.

Arte e design, governance, scuola. Si sceglie il segmento, si riceve solo quello. Niente profilazione pubblicitaria.

[ modulo di iscrizione — da collegare al servizio di invio ]