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MEMORIA

La Fabbrica della Cultura

Ho deciso di chiamare la Libera Accademia di Pittura Vittorio Viviani come la “fabbrica della cultura”, perché ho ritenuto necessario, evidenziare che la LAP non è semplicemente e solamente un’accademia di provincia, ma un’istituzione culturale e storica che da più di 60 anni ha…

24 maggio 2016

9 min di lettura

Dall’archivio. Pubblicato su diatribe.info il 24 maggio 2016, nella prima serie della testata. Il testo è riproposto senza modifiche a partire dalla copia dell’Internet Archive; alcune immagini e alcuni contenuti incorporati dell’epoca non sono sopravvissuti. Vedi la pagina originale.

Ho deciso di chiamare la Libera Accademia di Pittura Vittorio Viviani come la “fabbrica della cultura”, perché ho ritenuto necessario, evidenziare che la LAP non è semplicemente e solamente un’accademia di provincia, ma un’istituzione culturale e storica che da più di 60 anni ha investito e investe sul territorio.

La storica Accademia di Pittura continua a riannodare e mantenere con la comunità e il suo territorio il filo della creatività, della produzione di cultura tra le generazioni, tutto questo attraverso la formazione degli artisti – gli attori della creatività.

L’arte è un bene intellettuale, questo lo hanno sempre saputo gli amici e tutti quelli che lavorano alla LAP, ed è un processo che si può riprodurre e trasmettere alle generazioni future.

Ascoltando le molte testimonianze, parlando con chi ogni giorno investe in questa istituzione, ho subito capito che ciò che da anni ha alimentato i motori di questa piccola fabbrica della cultura sono: la creatività, la condivisione delle idee e un profondo sentimento di amicizia. Le emozioni non sono un semplice accessorio qui alla LAP, ma sono il collante, la sua scintilla. Così nel tempo si sono generate costellazioni di rapporti, di storie, di risultati, di progetti. La città di Nova Milanese ha così potuto godere dei suoi frutti: la cultura che è stata generata e che vi si genera.

Per produrre cultura e conoscenza è necessario possedere la capacità di generare e percepire delle emozioni appropriate, queste emozioni aprono un canale di comunicazione con il mondo, veicolando motivazione e capacità. Perché senza emozioni non possiamo entrare in connessione con l ’ambiente naturale e con quello sociale. Le emozioni sono il presupposto della creatività.

Diversi studi hanno da tempo confermato come lo sviluppo della creatività dipenda dalla qualità dell’ambiente e dalla sua dimensione collettiva. È importante quindi sviluppare degli ambienti idonei, creare e mantenere un ambiente sociale educativo favorevole alla generazione di atti creativi. L’accademia è un primo ambiente generativo delle condizioni dello sviluppo della creatività.

La storia della LAP si inscrive nelle vicende e nelle esperienze di uomini e donne che attraverso anni di costante e appassionato impegno hanno animato la vita di una provincia. Che Nova Milanese sia una provincia, sono gli stessi cittadini orgogliosi a sottolinearlo, e allo stesso modo chi lavora e studia alla LAP.

Provincia, qui, divine sinonimo di una comunità sana, dove le vite si intrecciano reciprocamente in una storia condivisa.

La grande e vicinissima Milano non è la realtà con cui misurasi. La LAP non ha mai voluto competere con le più grandi realtà, come ad esempio l’Accademia di Belle Arti di Brera. I professori, il personale dalla LAP e i suoi studenti hanno da sempre saputo valorizzare le qualità della vita di provincia. In provincia, dove i tempi sono più rallentati e la vita è meno frenetica, è possibile essere e sentirsi parte di una comunità, in provincia si è più consapevoli di quanto sia importante essere legati al territorio. Con questo, credo, la LAP ha fatto propri i sogni, le speranze e i traguardi dei cittadini di Nova Milanese. Questo aspetto ha contribuito a fare della LAP un luogo e un non-luogo dell’arte.

È il lontano 1960, l’anno in cui la Scuola di Pittura di Desio fondata dal pittore Vittorio Viviani si trasferisce a Nova Milanese. Per più di trent’anni l’artista-professore si dedicherà con passione ai suoi studenti, trasmettendo loro competenze, serietà e amore per l’arte. Ad affiancare Viviani nel 1970 arrivò Corrado Mauri. La qualità delle lezioni veniva garantita anche grazie al fatto che ogni studente veniva seguito durante gli anni di apprendimento in modo personale dai docenti, che si impegnarono sempre a capire le loro esigenze individuali, cercando di amplificare e fare emergere le loro qualità artistiche. Il clima accademico delle lezioni veniva stemperato dai rapporti di amicizia che nacquero tra gli studenti e i docenti.

Finalmente nel 1973 si avvia il corso dedicato ai bambini. L’insegnante in cattedra era la pittrice Amina Radaelli. Il corso fu un successo, a parteciparvi erano i bambini delle scuole elementari e medie che, durante il sabato pomeriggio e le mattine della domenica, seguivano i corsi di disegno dal vero, producendo dei lavori con l’estrema libertà di espressione e compositiva tipica dei bambini.

Nella mostra di fine anno, in cui tutti gli allievi espongono il meglio della loro produzione annuale, la sezione dedicata ai più piccoli ha sempre riscosso un grandissimo successo sia presso la Commissione Artistica dei Premi Bugatti o Segantini sia presso tutti i pittori e gli scultori partecipanti alle Rassegne che hanno manifestato una autentica e sincera “invidia” per la loro spontanea capacità pittorica.

Nel 1977 l’Accademia si costituisce come associazione culturale, avendo tra i soci fondatori lo stesso comune di Nova Milanese, che diviene un componente effettivo della scuola. Nel 1995 l’Accademia trasferisce la sua sede presso le scuole medie di via Biondi. Ciò ha contribuito ad aumentare il benessere degli studenti e di chi lavora alla LAP. Sfortunatamente tre anni dopo il cambio di sede muore l’amato Maestro Viviani, e nel 1998 gli allora professori Corrado Mauri e Amina Redaelli si incaricano di risistemare la situazione della scuola, cercando nuovi soci e collaboratori. È in questo stesso anno che un altro grande Maestro siederà in cattedra, il pittore Alessandro Savelli, precedentemente indicato da Viviani e confermato da tutto il consiglio dell’Accademia con molto entusiasmo. Nel 2012 l’ingegnere Luigi Emanuele Rossi diviene presidente della LAP; due anni dopo Bruno Seruggia riceve l’incarico di vice presiedente e così, insieme a lui, arrivano nuovi collaboratori, come Nicole Casale, insegnante di pittura e disegno dei corsi per bambini per la LAP, e Alejandro Fernandez, nuovo e tuttora in carica professore di pittura. In pochi anni la LAP si arricchisce di importanti novità, come ad esempio quella avvenuta nel 2013, l’anno in cui il Premio Bugatti-Segantini riceve il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Da quel giorno le collaborazioni con Brera si rafforzano notevolmente.

Alla luce di questo racconto e breve excursus storico, si capisce come la LAP sia di fatto lo scenario che fa da sfondo al tentativo di coniugare l’arte con lo sviluppo locale, e i buoni risultati non sono ascrivibili solamente a un piccolo gruppo di persone, ma all’impegno e alla dedizione di una comunità intera, fatta di persone e associazioni del comune di Nova Milanese. Questo intreccio di vite ha permesso di legare le attività svolte dalla scuola ad altre forme di produzione culturale e creativa.

L’Accademia in questi anni non ha solamente offerto una ricca proposta didattica, ma ha altresì dato vita e mantenuto la presenza di due importanti premi dedicati all’arte, quelli che conosciamo adesso come il Premio Bugatti-Segantini e il Premio di Pittura Vittorio Viviani.

Era l’anno 1959 quando, per volere di Viviani e dell’allora sindaco di Nova Milanese Carlo Fedeli, venne istituito il Premio di Pittura dedicato a Bice Bugatti, compagna del grande artista Giovanni Segantini, e figura femminile affascinante e carismatica.

Nato inizialmente come prova estemporanea rivolta ai giovani fino ai 35 anni di età, venne affiancato cinque anni più tardi dal Premio di Disegno intitolato allo stesso Giovanni Segantini. Da quel momento le due rassegne si sono alternate negli anni, assumendo così una cadenza biennale, per venire unificate in un unico premio nel 2010.

Grazie alla presenza dei suoi premi dedicati all’arte, la città di Nova Milanese mostra e presenta sulla scena nazionale e internazionale la propria vita culturale, e questo non solamente in funzione di attrarre il turismo attraverso un calendario di eventi. Nel panorama nazionale delle rassegne dedicate all’arte contemporanea, il Premio Bice Bugatti-Giovanni Segantini è uno dei più importanti e longevi.

L’Accademia e le sue attività sono l’immagine simbolo di Nova Milanese, e l’immagine che si dà e che si ha di un luogo non è altro che la rappresentazione presente nella mente di quel luogo, l’insieme collettivo di credenze, idee e informazioni. Spesso l’immagine si basa su simboli visivi come i monumenti, le opere artistiche e architettoniche, o anche grazie ai grandi eventi. Un’immagine dovrebbe in primo luogo diffondere lo spirito del luogo, la vocazione locale, un’immagine persistente nella mente è efficace se coerente con l’identità dell’area.

È necessario ribadire come l’offerta culturale che viene offerta sia un’importante opportunità per l’intera comunità, sia questa locale, nazionale o internazionale. Per questo motivo è importante valutarla e sostenerla proprio da un punto di vista di un’economia culturale.

Diviene importante sostenere, pubblicizzare e allargare la rete dei contatti, affinché gli esempi positivi di fabbriche culturali vengano conosciuti e presi a esempio in altre realtà. A sostenere lo sviluppo di un territorio concorrono sempre diversi soggetti, che con grande professionalità riescono a mettere in atto strategie di sviluppo e inclusione culturale, che non necessariamente devono essere valutate e declinate in funzione delle possibili ricadute economiche e turistiche che esse posso avere sul territorio. È questo lo spirito che ha animato, di generazione in generazione, un gruppo di persone che hanno mantenuto viva, nonostante le avversità della storia o i momenti di grave crisi economica, una realtà che oramai può essere definita un’istituzione territoriale. È grazie alla passione dei soggetti coinvolti e al loro costante impegno sul territorio che la LAP è diventata per gli abitanti di Nova Milanese un simbolo e un punto di riferimento. Questa storia di provincia è un buona novella e ci suggerisce degli esempi di come sia possibile mantenere in vita un distretto culturale evoluto. Non solo quindi archeologia della cultura e salvaguardia del patrimonio storico, artistico e culturale, ma recupero della creatività per muovere in avanti le frontiere della cultura. Il futuro della LAP sembra florido, le nuove iniziative e l’arrivo di nuovi collaboratori porteranno linfa nuova, forse renderanno possibile il contrasto del declino economico e industriale, per tracciare una nuova immagine della città.

Simona Squadrito

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