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MEMORIA

Simona Squadrito intervista Alessandro Savelli

Il 1998 è l’anno in cui vieni chiamato a insegnare in accademia, sono passati ben 17 anni da quel giorno. Ritieni che ci siano stati dei cambiamenti rilevanti all’interno dell’accademia?

24 maggio 2016

2 min di lettura

Dall’archivio. Pubblicato su diatribe.info il 24 maggio 2016, nella prima serie della testata. Il testo è riproposto senza modifiche a partire dalla copia dell’Internet Archive; alcune immagini e alcuni contenuti incorporati dell’epoca non sono sopravvissuti. Vedi la pagina originale.

Simona Squadrito:

Il 1998 è l’anno in cui vieni chiamato a insegnare in accademia, sono passati ben 17 anni da quel giorno. Ritieni che ci siano stati dei cambiamenti rilevanti all’interno dell’accademia?

Alessandro Savelli:

Certamente; anche se l’ideale dell’Accademia non è mai venuto meno. In tutti questi anni, con il costante aiuto di validi collaboratori, si è sempre cercato di ” FARE ” concretamente e continueremo a farlo.

S.S :

Qual’è l’età media degli studenti dell’accademia?

A.S:

Occorre fare una precisazione: l’Accademia si chiama LIBERA, che è una bellissima parola, che rimanda alla possibilità di offrire a tutti l’opportunità di venire da noi, senza quindi nessun vincolo legato all’età. Ci sono attualmente ragazzi e ragazze con un’età media intorno ai venticinque anni e “ragazzi e ragazze” da quarant’anni in su. Certo che se dovessimo tener conto del corso dei bambini che vanno dai sei ai dodici anni, la media si abbasserebbe.

S.S:

Ritieni non sia necessario insegnare storia dell’arte all’accademia?

A.S:

Al contrario! Insegnare, discutere, riflettere sulla storia dell’Arte è non solo un arricchimento culturale ma è la vera energia per comprendere quello che si deve fare e come lo si deve fare.

S.S:

Nella tua lunga carriera di professore hai avuto studenti di talento?

A.S:

Il talento non si può comprare e se qualcuno ha la fortuna di possederlo, lo deve nutrire, gli deve dar da mangiare, altrimenti serve a poco anche scoprirlo.Diciamo che ci sono stati sicuramente allievi con buone doti.

S.S:

Se dovessi ritenere che uno studente sia particolarmente talentuoso e magari volesse intraprendere la carriera di artista quali consigli gli daresti?

A.S: Essere sempre sé stessi.

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